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Storia e invenzione di una tradizione. Atti del Convegno

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La storia dell’Università di Pavia è stata raccontata, nel corso del tempo, attraverso diverse immagini delle sue origini. Nel Novecento, e in particolare nel 1925, una di queste narrazioni acquistò nuova forza: la città individuò in Lotario I il proprio fondatore, collegando la tradizione universitaria pavese a un documento emanato a Corteolona nell’età carolingia. Prima ancora, tuttavia, erano stati chiamati in causa i sovrani longobardi e Carlo Magno, a testimonianza di quanto il problema delle origini si sia prestato a successive riletture e costruzioni della memoria.

Questo volume nasce a distanza di un secolo da quella celebrazione e raccoglie gli interventi del convegno organizzato a Pavia nel maggio 2025. Al centro degli studi sono le diverse tradizioni sulle origini dello Studium pavese: non soltanto la loro attendibilità storica, ma soprattutto il contesto nel quale presero forma, i modi in cui vennero trasmesse e le esigenze culturali e istituzionali che contribuirono alla loro fortuna.

Liberarsi dalle immagini costruite a posteriori permette però di guardare con maggiore attenzione alla realtà della cultura pavese medievale. Tra XI e XII secolo Pavia fu infatti uno dei luoghi nei quali si svilupparono importanti esperienze nell’ambito della cultura giuridica. Gli studiosi impegnati nell’interpretazione delle normative longobarde, franche e sassoni iniziarono a servirsi sistematicamente degli strumenti concettuali offerti dalla tradizione romanistica raccolta nel Corpus Iuris Civilis di Giustiniano.

È all’interno di questo più ampio scenario che il volume restituisce rilievo a una stagione decisiva della storia intellettuale della città. Il confronto con l’esperienza bolognese, dove il recupero del diritto romano avrebbe accompagnato la formazione delle prime università medievali, consente di comprendere meglio quale fosse il ruolo di Pavia nello sviluppo della cultura giuridica europea.

Particolare spazio è riservato alle fonti del diritto e ai risultati delle più recenti ricerche e riedizioni dei testi che documentano questa fase. Ne emerge un’immagine di Pavia diversa da quella tramandata dai suoi miti di fondazione: non una semplice anticipazione leggendaria dell’università medievale, ma un centro di elaborazione culturale la cui vicenda contribuisce in modo significativo alla storia del sapere giuridico europeo.

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