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Dettagli prodotto
  • Editore: Cisalpino Istituto Editoriale Universitario
  • Curatori: Francesca Pino, Paola Chiapponi
  • Edizione: Prima Edizione
  • Pagine: 232
  • Tipo di copertina: Brossura
  • Iconografia: Non Illustrato
  • ISBN: 9788820510664
  • Anno di pubblicazione: 2014
  • Dimensione copertina: 15 x 21

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  • Cartaceo
Descrizione

Sono molto lieto di rivolgere, anche a nome del principe Fulco Gallarati Scotti e dei membri del Comitato scientifico del Centro Studi Tommaso Gallarati Scotti, il più cordiale ringraziamento a coloro che hanno reso possibile questo nostro incontro.

Il mio ringraziamento va, innanzi tutto, al professor Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, che gentilmente ci accoglie nella ospitale sede di Palazzo Besana.

Le parole con cui Ella, Presidente, ha voluto ricordare l’illustre milanese che, per diversi anni, è stato alla guida della Banca di cui Lei oggi porta la responsabilità, ci onorano e riempiono di orgoglio. nell’ambito di questo mio breve saluto, voglio altresì esprimere la mia gratitudine alla dottoressa Francesca Pino, responsabile dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo, che, membro al contempo del Comitato scientifico del Centro Studi Gallarati Scotti, non solo ha partecipato alla ideazione dell’odierno colloquio, ma ha voluto prendersi cura, insieme con i suoi collaboratori, dell’organizzazione effettiva dell’incontro.

Il Centro Studi pensato dallo stesso Tommaso Gallarati Scotti e avviato dal professor nicola Raponi, che delle carte del duca è stato per lunghi anni il fedele custode, era rimasto per diversi anni inoperoso; ma con il 2008, rinnovato il Comitato scientifico, esso ha ripreso la sua attività, dandosi come scopo di studiare, innanzi tutto, la figura di Tommaso Gallarati Scotti nel contesto storico e culturale della città di Milano fra Otto e novecento.

In quest’ottica il Centro Studi ha dato vita a tre colloqui, con i quali abbiamo cercato di delineare il profilo biografico di Gallarati Scotti esaminandone via via gli anni della formazione nel solco della grande tradizione cattolico liberale, il coinvolgimento nella crisimodernista del primo novecento, le prime esperienze letterarie, la partecipazione alla grande guerra, l’opposizione al fascismo, l’esilio in Svizzera e gli importanti incarichi diplomatici di cui, tra il 1944 e il 1951, fu investito quale ambasciatore del nostro Paese dapprima in Spagna e poi a Londra. Del lavoro di scavo effettuato rendono testimonianza due volumi: il primo, Tommaso Gallarati Scotti e il suo tempo. Dalla crisi modernista all’interventismodemocratico (Milano, Edizioni Unicopli, 2009); e il secondo Tommaso Gallarti Scotti tra totalitarismo fascista e ripresa della vita democratica (Milano, Cisalpino, 2013). Il presente Colloquio, che con grande piacere il Centro Studi ha promosso in collaborazione con l’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo, intende completare lo studio biografico del duca, concentrando l’attenzione sull’ultima tappa della sua

intensa e laboriosa vita.nel 1951 Gallarati Scotti, quando lasciava l’ambasciata di Londra per fare ritorno in Italia, aveva ormai la veneranda età di 76 anni compiuti: un’età in cui si è generalmente indotti a riflettere su se stessi e sulla propria esperienza. Ma altri importanti impegni lo attendevano. In conformità con la sua vocazione di uomo di studio, egli seguì, intanto, con viva partecipazione i dibattiti culturali come conferenziere e pubblicista, riservando alla Terza pagina del “Corriere della Sera” numerosi articoli su fatti e personaggi dell’Italia fra Otto e novecento, una parte dei quali sarebbero poi confluiti in due volumi di Interpretazioni e memorie (Milano, Mondadori, 1960 e 1962); egli cominciò, inoltre, a redigere una biografia di Alessandro Manzoni, un autore a lui particolarmente caro, che non sarebbe però riuscito a completare e che sarebbe apparsa postuma con il titolo La giovinezza del Manzoni (Milano, Mondadori, 1969). Ma quello che di lui soprattutto colpisce è il fatto che, giunto alla sua età, egli non esitasse a mettere la sua esperienza e la sua autorevolezza a servizio di alcuni importanti e gravosi incarichi che gli venne chiesto di assumere, come la presidenza della Fiera di Milano (1954-1958), che in quegli anni sarebbe diventata il centro motore della ricostruzione del Paese, e poi la già ricordata presidenza del Banco Ambrosiano (1953-1965). Queste impegnative incombenze non gli impedirono, tuttavia, di continuare a meditare con assiduità sui problemi religiosi che avevano animato la sua riflessione fin dalla giovinezza. nell’ultimo scorcio della sua vita il duca ebbe il conforto di poter rilevare come non poche delle idee da lui coltivate, insieme con tanti altri spiriti, durante la crisi modernista trovassero ampia accoglienza nei lavori e nelle conclusioni del Concilio Vaticano II, inaugurato da Giovanni XXIII e proseguito da Paolo VI, due pontefici che gli offrirono la loro cordiale benevolenza e ai quali egli restò devotamente legato. Luciano Pazzaglia. Il nostro Colloquio intende, dunque, soffermarsi sui molteplici aspetti dell’ultimo Gallarati Scotti, cogliendo per altro l’occasione per fare il punto non solo sulle diverse fonti documentarie concernenti l’insieme della sua opera, ma anche sugli studi che attorno alla sua figura si sono finora susseguiti. In questa prospettiva, abbiamo chiamato a raccolta diversi studiosi che, sotto la regia dei colleghi Fulvio De Giorgi e Daniele Menozzi, riferiranno sugli argomenti loro affidati e i cui contributi permetteranno di acquisire nuove conoscenze sulla figura del nobile milanese. nel ringraziare, già fin d’ora, ciascuno dei relatori per il lavoro di ricerca intrapreso, auguro a tutti buon lavoro.

Luciano Pazzaglia

Presidente del Centro Studi Tommaso Gallarati Scotti

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